Nido

Nei pomeriggi in cui vado a prendere Luce al nido, destati dalle loro probabili opere di manifatture, mi s’avvicinano alla porta, uno dopo l’altro, piccole creature smocciolanti, con passo incerto ma inesorabile, in una versione angelicata di “Thriller” di Michael Jackson.
Io non lo so cosa possa sembrargli, mano a mano che il loro incedere accorcia le distanze, io come ciascun rappresentante dell’età adulta, ma guardandomi ci mettono occhi di domanda tali che, invece di schermarmi dietro al solito disonesto sventolio bimane, dovrei già avvisarli, per onestà intellettuale, o anche solo per evitare che investano in curiosità sovrastimanti, che siamo, noialtri, nullappiù che una inaffidabile massa di cugghiuni decerebrati.


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