Amici miei

– Ciao Superman…
– Uei Fio’ !
– Sarà una vita che non ci si vede… che fai di bello? di cosa t’occupi?
– Ma… niente… lotto e sconfiggo la criminalità, risolvo casi, provvedo a cose, salvo gente… mi sono pure sposato: con Lois Lane, quella del 3° E, te la ricordi?
– Noooo… ti sei sposato! Addirittura! Tu sì che sei un supereroe, amico mio!
– E tu, Fio’, tu che fai?
– Navigo, su feisbuc.
– Mado’, che piacere m’ha fatto rivederti, Fio’! Ora vado, ché devo fare l’aerosol per l’allergia alla kryptonite; e poi mi tocca a Smallville ché c’è riunione di condominio al 22° piano e c’hanno l’ascensore rotto. Volo Fio’, ci si vede!
– E carne, Superman, sai che sforzo: tu c’hai i raggi X!
Eravamo i rappresentanti del 3°A, io e Superman. I primi della classe nelle materie umanistiche. Lui infatti si mise a studiare Scienze della Comunicazione perché voleva fare il giornalista.
Certo, un po’ leccaculi lo era: un giorno l’insegnate d’Italiano chiese ai banchi di studenti se ci fossero volontari, e lui alzò la mano d’avanti alla classe sgomenta –Io, pr’essore’!-
– A te, Superman!- rispose la scolaresca in coro. E d’allora se ne uscì così.
L’anno prima, sempre verso piazza Sant’Oronzo, mi ricordo, avevo rivisto Flash. Ma n’attimo, proprio.
– Ciao Flash…
– E Fio’ – mi disse.
Poi aggiunse duettré cose che provai ad ascoltare ma nemmeno sentii perché in un battito di ciglia era già arrivato an curci’a Manduria (che nel gergo dei supereroi vuol dire “posto molto distante”).
Flash era un tipo ansiogeno, faceva tutto di corsa: suonava la campanella della seconda ora e lui già faceva intervallo.
Stava un po’ sulle palle a tutti perché da quando iniziò a frequentare la nostra classe vinse tutti gli anni la corsa campestre ai Giochi della Gioventù. Solo che partecipò dal ‘93 al ‘98 e vinse anche nel ‘91 e ‘92. Che un po’ ci sembrava strano. Ma uno dell’altra classe, uno pluribocciato con i capelli arruffati grigi ed i baffi pensosi grigi che chiamavano Albert ci disse che sì, si può. Mi ricordo che poi ci fu un casino con i neutrini, i tunnel, il ministero dell’Istruzione, una bidella che si chiamava Maria Stella…
Mi ricordo anche che gli venne la mania della fotografia, a Flash, tanto che gli regalammo una Laica a costo di mandare su tutte le furie il professore di Religione. Non imparò mai ad usarla perché non capiva come potesse farsi un’istantanea col flash (se non avete studiato Heisenberg è un problema capirla, ma mica bisogna essere dei supereroi!).
No, proprio non era una cima, Flash.
Anche se il più ciuco della classe era senza dubbio Hulk. L’omone verde. Ma era senza speranza. Anche gli incontri con lui erano diventati negli anni sempre più saltuari.
– Ciao Hulk…
– Ou Fio’!
– Come stai? Come te la passi?
– Fio’, che dirti… tutto normale. So’ stato mò mò a Montecitorio a menare 630 idioti che secondo me ci stanno a prendere per culo. Sai come sono no!?! Sono diventato verde e… che te lo dico a fare Fio’! E tu?
–  Verde, anch’io. Al tavolo. Gioco a poker live, a texas on line, passo alla snai…
Hulk ce lo si portava sempre dietro, quando si usciva “alla Villa” o “al Ggarden”. Non si sapeva mai, specie “fuoripaese”: bastava un fischio e risolveva problemi.
Certo a scuola si cercava d’aiutarlo, perché nonostante fosse schizofrenico non aveva l’insegnante di sostegno.
Per un bel pezzo si era convinto di voler fare il giardiniere; ci aveva scartavetrato la prostata co’ ‘sto pollice verde!
– Salutami gli altri, Hulk!
– Sarà fatto Fio’, tvb.
Che alla fine era un bonaccione.
Hulk era molto amico dei Fantastici 4. E non era così difficile capirne il perché: I Fantastici 4 li ribattezzammo così perché per interi semestri il 4 risultava cifra periodica su ogni registro che riguardasse il loro rendimento scolastico.
Erano poco integrati e facevano gruppo a sé. Il loro leader era Mr Fantastic, un giovanotto smilzo che aveva il potere di allungare a suo piacimento proprio il corpo e qualunque parte di esso. Qualunque. Infatti era molto quotato tra le ragazze del liceo. Fu per lui, pare, che si dovette istituire il tempo prolungato.
Seppi che sposò la Donna Invisibile, che era una di quelle che si invitava sempre alle feste serali dopo il catechismo ma non c’era mai.
Gli altri due erano l’Uomo Torcia, che veniva sistematicamente bruciato in Chimica e Biologia da una professoressa metà donna metà Carla Conversano (anche qui chi non ha studiato Heisemberg avrà problemi), e La Cosa, che la professoressa di Latino chiamava Res/rei per darsi un tono.
Un po’ meno graditi erano gli incontri col mio compagno di banco dell’epoca: uno che non era mai stato così volenteroso, ma che si salvava sempre perché riusciva ad arrampicarsi sugli specchi.
– Ciao Spiderman
– Ue Fiò… tutt’apposhtu?!?
– Ne è passato di tempo… ma cosa fai, di cosa ti occupi?
– Solita vità, Fio’: salvo l’umanità dal male, tu?
– No no… io… io gioco a calcetto. Pensa che faccio anche il Mister. Esordienti e Giovanissimi.
Di solito non avevamo molto altro da dirci: non c’era mai stato troppo feeling perché quando si giocava a calcio, lui faceva il portiere, gli toglievo sempre la ragnatela dall’incrocio dei pali. Ci metteva ore a rifarla (era agli inizi), ed io gli gridavo – Para, aracnide di merda!-, e prontamente la ritoglievo.
Ricordo ancora quanto lo si prendeva per culo con la canzone degli 883: se ne andava di testa… infatti credo che uccise Mauro Repetto, un giorno. Che non si seppe mai, talmente era inutile.
– Vado Fio’, ché c’ho lezione di free climbing
– E grazie al cazzo, Spiderman!
Era sempre seduto dietro a Capitan America, che non sento praticamente d’allora perché le chiamate intercontinentali costano. Che poi lui, a parlarci chiaro, era nato a Carmiano periferia, e ascoltava Toto Cutugno: “e se vai a cercar fortuna in america, t’accorgi che l’america, staqqua… paaaarappàppàpapà…“. Solo che lo prese ‘sta mania degli Usa, ‘sto filoamericanismo spinto… “tu abballe o rocc rol,  tu giochi al bes bol…”.
Pare che poi sia diventato famoso per il suo scudo fiscale. Una cosa assurda che poi venne proposta pure in Italia per il recupero crediti.
Una che per un certo periodo ho continuato a vedere spesso invece è Wonder Women, una ex fiamma che mi contendevano Thor, un ripetente della sezione B, e Daredavil, uno che non smetteva mai di pensarla; non a caso, poi, è diventato cieco… anche avvocato… quindi non si è mai saputo se la cecità fosse reale o burocraticamente indotta a scopi pensionistici. Un supereroe falso invalido, come ce ne sono tanti.
– Ciao, Wonder Woman
– Michele Fiore… ma tu guarda… speravo mi chiamassi, e invece… non sei cambiato per nulla, proprio come al liceo: bello e impossibile.
– Macché Wonderbra (la chiamavo così perché aveva due tette di marmo), ero solo timido.
Lei, mi ricordo, guariva dalle ferite molto più velocemente di noialtri. Che pensavo che questa fosse la sua peculiarità di supereroe, come narrano i suoi vignettisti, ma era solo comune caratteristica di donna.
Una volta, mentre ero con lei, incrociai uno di cui avevo smarrito anche il ricordo. E penso che la sorpresa fosse reciproca se disse – Per il potere di Greyskull, lu Fiore!-
– Pillamatonna, He-man.… che fai?
– Ma, nulla… ieri ho liberato l’Universo. Tu?
– Associazionismo e volontariato.
Che personaggio He-man… sfondato di soldi, finì col fare il finto punkabbestia in quel di Bologna. Con un cane che si chiamava Buttle-cat, che lui dice fosse una tigre domestica, ma era troppo megalomane per potergli credere.
– Ci vediamo Fio’, fatti vivo!
– A te, Highlander!
– Non confondere la merda con la cioccolata!
Che personaggio, He-man.
E non sai chi ti vedo una sera, st’Estate!
– Ehy- mi sento
– Ciao Batman… maledetto!
– Grande Fio’!
Io e Batman ci punzecchiavamo perché eravamo considerati i più belli del liceo, e ‘sta cosa un po’ mi dava i nervi. Ed anche a lui. Però ci si stimava.
Lui era un tipo strano, taciturno. Ci si vedeva poco, che co’ ‘sta cosa che non poteva stare alla luce frequentava le scuole serali.
– Rilassati, Batman, bbascia li ali. Stai sereno…
– Figurati Fio’, tutto tranquillo
– E quello che aveva fatto la primina, Robin? Che poi far fare la primina è di una presunzione genitoriale aprioristica insopportabile…
– Nella Bat caverna… frate mia… non si muove… sai, st’impiegati statali, quando s’attaccano alla poltrona! Adesso poi, che BAT fa provincia… non ti dico! La stasi del garantismo!
– E quell’altro, come si chiama?!? Quello strano, con la paresi facciale…
– Ah… Joker… sìsì, sta bene, un po’ esaurito… si è dato al cinema: ha fatto “Shining”, “Qualcosa è cambiato”…
– Quindi vivi ancora lì?
– Sì, ma faccio settimana corta, ché Gotham City è diventata una palla… sempre la stessa gente. Ci torno solo perché ho un contratto a tempo determinato co.co.co. per sconfiggere il male: ho dovuto fare l’impianto a metano alla Bat mobile. Insomma… solita routine… e tu Fio’? Tu? Che fai? Dimmi di te…
– Scrivo storielle.

Tra tutti i Supereroi sono quello che meno ha confermato le attese.

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