Al posto mio

Inondato di luce filtrata da poca nuvola.

Ognuno è lo scoglio da cui per primo guardò il mare.

Da ogni punto della linea infinita che un dio ci disegnò sul palmo cercheremo lo stesso orizzonte.

Colate di grigio.

Soffocano memorie sotto perfette geometrie.
Annaspano sotto il plagio di profili reiterati.
Senza che più disti oriente da occidente.

Al buio delle nostre camere oscure solo ricordi prigionieri di una foto sbiadita.
Capiterà nelle mani di un figlio,
distratto al suo gioco.

Costruire castelli in aria non comporta mai l’estremo dell’abusivismo edilizio.

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2 responses to “Al posto mio

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