Histoire d’un étranger à Lausanne” (stralcio)


Caro Fabrice,
dovevo andare.
È difficile, ma dovevo andare.
Il mio paese è malato.
Ci s’infila al pranzo domenicale pronti a riservare coltelli ai commensali.
Il mio paese è malato.
Si accetta la verità più comoda pur di non affrontare la responsabilità del dubbio.
Il mio paese è malato.
Si indossa il vestito migliore e non ci sono figli né mogli che siamo in grado di rispettare sotto il nostro sorriso di circostanza,
e non ci sono madri né dolori che siamo in grado di rispettare sotto il nostro pianto di circostanza.
Come quando mischi indeciso sopra un piattino di plastica tre o quattro colori a tempera e ti esce quell’incrocio cacchinaverdinomarroncinosenape, che poi puoi infilarci qualsiasi colore azzurrissimogiallissimoverdissimo ma che ormai non cambia più. Solo fagocita sfumature e le rassomiglia a sé. È così, il mio paese.

Portato in scena da Beatrice Pezzuto, con Michael Alexanian

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: