Le ceneri dell’8 marzo

Restano mimose rinsecchite
lungo le vie assonnate di sole
Calpestate da passi distratti di viandanti casuali
come pezzi di donne violate
Stamani incalzano sopra al picchiettio di un tacco dodici
spoglie nei tailleur di una nuova accondiscendenza
Negli orecchi ancòra eco di starnazzi
Negli occhi corpi unti pagati una cena al tavolo di un bar
Nel rovo l’amore puro di chi non le avrà

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